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Di Alice Gabrielli

Anche se per alcuni è una data poco significativa e non è tra le festività ufficiali del nostro calendario, la
Giornata del 4 novembre ricorda invece un avvenimento molto importante: la fine della Prima Guerra
Mondiale.

Il 4 novembre, infatti, entrò in vigore il cosiddetto “armistizio di Villa Giusti” del 1918, firmato a Padova il
giorno prima dall’Impero austro-ungarico e dall’Italia. La causa scatenante alla base della Grande Guerra è l’attentato terroristico di Sarajevo, durante il quale uno studente serbo uccise l’erede al trono dell’Impero austro-ungarico, il quale divenne il pretesto usato dall’imperatore austriaco Francesco Giuseppe per dichiarare guerra alla Serbia.

Oltre a ciò, le cause remote e ben radicate negli animi degli antichi Stati europei erano le tensioni che si erano sviluppate tra di essi, incentrate principalmente sul desiderio di predominare a livello economico e politico, ma anche di conquistare ulteriori regioni da annettere al proprio Paese. Quest’ultimo era l’interesse anche dell’Italia che voleva unire al suo territorio quelle regioni di lingua italiana che erano ancora in possesso dell’Austria: Friuli, Trentino e la città di Trieste.

L’Italia riuscì nel suo obiettivo, per questo venne considerata vincitrice alla fine del Conflitto, ma le conseguenze reali furono devastanti: le campagne erano state abbandonate per anni, le donne erano rimaste sole senza soldi e cibo, la situazione generale era di instabilità e malcontento, per non parlare delle perdite fra militari e civili: si stimano circa 16 milioni di morti e altrettanti feriti e mutilati, tant’è che la Grande Guerra è considerata uno dei più sanguinosi conflitti della storia umana. Proprio per questo la sua fine non può che essere un giorno da festeggiare da tutti noi, che da anni viviamo in un clima pacifico grazie all'Istituzione dell’Unione Europea, la quale ci protegge dalla guerra e dai conflitti che periodicamente colpivano le nostre Nazioni; ne è la prova il fatto che il Premio Nobel per la pace nel 2012 è stato consegnato all’UE con la motivazione che da decenni garantisce un serio impegno a favore della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani.

Noi giovani non possiamo che perseguire gli stessi ideali, con l’obiettivo di non commettere gli stessi errori e favorire un clima di serenità e collaborazione tra i Paesi al posto dei nazionalismi che porterebbero solo odio e discriminazione tra le popolazioni.