Millennials

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Di Luca Petruzzella

Noi ragazzi della generazione Millennials alle Manifestazioni del 25 aprile nelle città di tutta Italia dobbiamo esserci e ci saremo.

A 17 anni oggi molti non hanno minimamente idea di quanto fosse terribile l’oppressione fascista, oggi forse un giovane della mia età in quel regime correrebbe il rischio di diventare un indottrinato nella “Gioventù italiana del littorio”. Ed oggi purtroppo ci rendiamo conto che forse il fascismo non è mai stato sconfitto davvero con la fine della Seconda Guerra mondiale, come spiega in un bellissimo articolo per la Repubblica uno dei filologi classici più in auge, il barese Luciano Canfora.

Basti pensare al nostro stesso Ministro dell’interno, che dovrebbe difendere la nostra Costituzione del 1947 che nella sua XII disposizione dichiara che «è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista». Oggi invece lo troviamo a cena a suon di rutti e frasi come “prima gli italiani” assieme ad alcuni degli esponenti di Casapound, partito che si è dichiarato più volte neofascista.

Il fascismo non è morto, il fascismo è presente continuamente, anche nelle piccole cose.
Il fascismo è presente quando si attaccano i più deboli.
Il fascismo siamo noi quando non facciamo nulla per difendere chi è in difficoltà a causa della cattiveria di chi usa la violenza per opprimere.

Basti pensare alla sinistra assente quel maledetto giorno a torre Maura mentre i neofascisti calpestavano il pane ai rom: atto vile, infame e spregevole.

Ma noi oggi 25 di Aprile saremo essere nelle piazze delle nostre città a celebrare la Liberazione dell’Italia dall’oppressione nazifascista; per ricordare e avere memoria della forza e del lavoro di uomini come Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini.

Se siamo degni di considerarci diversi da chi ora è al Governo, è anche e soprattutto grazie a loro.

Buon 25 Aprile Millennials!