Perù: la forza di un popolo contro la corruzione

Esteri dic 21, 2020

Nel mezzo dell’emergenza Covid, nel piccolo paese sudamericano si è consumato a Novembre un golpe che ha stupito per la sua breve durata e, soprattutto, il coraggio dei cittadini manifestanti.

https://mb.com.ph/2020/09/13/peru-police-search-homes-of-officials-in-impeachment-case/

Il 9 novembre, il Congresso peruviano ha destituito il presidente Martín Vizcarra, approvando con ben 105 voti a favore una mozione di sfiducia per “incapacità morale permanente”. Le accuse, risalenti al suo mandato di governatore della provincia di Moquega (2011-2014), una regione meridionale del Perù, sono state giudicate totalmente false dallo stesso Presidente, il quale ha negato di aver ricevuto tangenti durante la carica. Tuttavia, preso atto dell’atteggiamento ostile da parte del Congresso, il Presidente ha rassegnato le dimissioni.


Manuel Merino, appartenente al partito di centro destra Acción Popular (AP), uno dei più antichi partiti del paese, in quanto presidente del Congresso ha assunto il ruolo vacante assicurando lo svolgimento delle funzioni transitoriamente, fino alle elezioni politiche già fissate per luglio 2021. Il nome di Manuel Merino era già noto alla stampa peruviana in quanto protagonista di un primo tentativo di destituzione di Vizcarra avvenuto a settembre di quest’anno, che però è fallito miseramente in quanto non vennero raggiunti gli 87 voti necessari per far passare la mozione.  Fu in quella circostanza che Merino venne accusato dai media peruviani di sedizione per aver tentato di ottenere il sostegno da parte delle Forze Armate peruviane affinché il processo di destituzione del Presidente si realizzasse. La compagine ministeriale designata da Merino comprende politici di estrema destra, relazionati con il fujimorismo (corrente politica personalistica legata all’ex dittatore peruviano Alberto Fujimori) o appartenenti al Partito Aprista del ex Presidente García (suicidatosi con un colpo di pistola dopo la condanna per corruzione a seguito del celebre scandalo Odebrecht- la più grande compagnia di costruzione dell’America Latina) e tutti coinvolti in gravi scandali di corruzione e violazione dei diritti umani.

https://www.fosterinstantnews.com/articulo/International/perus-interim-president-manuel-merino-resigns-after-protest-deaths/20201115184744001549.html

La decisione del Parlamento non è stata ben accolta dal popolo peruviano, che è sceso nelle piazze delle maggiori città peruviane protestando e chiamando a gran voce il ritorno di Vizcarra alla presidenza del Paese. Nella prima giornata delle manifestazioni, decine di migliaia di persone si sono riunite nella Piazza San Martín, ma la repressione non ha tardato ad arrivare: i cittadini sono stati oggetto del lancio gas lacrimogeni e di violenza della polizia, con centinaia di feriti. La Defensoría del Pueblo (organismo costituzionalmente autonomo impegnato nella difesa dei diritti umani nel paese) e addirittura organismi internazionali come Amnesty International hanno denunciato la violenza della repressione dei manifestanti e dei giornalisti. Nello specifico Amnesty ha sottolineato come almeno 16 tra giornalisti e fotografi siano stati gravemente feriti dalla polizia. Il Ministero della Salute peruviano ha registrato oltre 102 feriti ricoverati in ospedale e circa 40 scomparsi. Nella quinta giornata di manifestazioni, inoltre, è stata registrata la morte di due giovani manifestanti per ferite da arma da fuoco: Inti Sotelo e Bryan Pintado, di 22 e 24 anni. I due giovani sono immediatamente divenuti eroi nazionali e il popolo ha dichiarato il lutto nazionale per onorarli.

Secondo la stampa peruviana, già sabato 14 novembre si sono dimessi una decina di ministri. Domenica 15 novembre, il sesto giorno di proteste nazionali, sono giunte le dimissioni di Manuel Marino, dopo la richiesta da parte di Luis Valdes, presidente del Congresso. Il nuovo presidente ad interim del paese sarà Francisco Sagasti, fondatore del Partito Morado, e accompagnerà il paese fino alle prossime elezioni.

https://cnnespanol.cnn.com/video/peru-vizcarra-merino-protestas-vacancia-congreso-perspectivas-buenos-aires/

La corruzione, purtroppo, continua ad essere una prerogativa costante della politica peruviana, che ha visto dal 1990 ben 5 presidenti accusati e condannati per corruzione. Lo stesso ormai ex presidente Vizcarra è succeduto, nel 2018, a Pedro Kuczynski, condannato per corruzione e attualmente agli arresti domiciliari e celebre per lo scandalo dei c.d. Kenjivideos, video che rivelerebbero un tentativo di corruzione ed acquisto di voti di congressisti fujimoristi per evitare la sua destituzione da presidente per corruzione- come poi accadde. Vizcarra negli ultimi mesi era divenuto un personaggio particolarmente scomodo perché aveva presentato, a maggio, ben cinque progetti di legge anticorruzione che avrebbero impedito la rielezione di parlamentari condannati e avrebbe così colpito una fitta rete di tangenti milionarie e corruzione che interessa da oltre 30 anni politici, avvocati, parlamentari e gli altri vertici del Consiglio della Magistratura peruviana.

Cecilia Silvi.

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Cecilia Silvi

Sono una studentessa di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Scriverò in questo blog della mia grande passione, l’America Latina