Millennials

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Sviluppati nel corso del 2012 e resi disponibili al pubblico nell’aprile del 2013, i Google Glass furono ritirati dal mercato nel 2014 e sono diventati famosi come uno dei più grandi flop tecnologici della storia.

FUNZIONAMENTO

Prima di capire il perché questo prodotto sia fallito, bisogna analizzarlo e contestualizzarlo nel momento in cui fu rilasciato. I Google Glass sono degli head mounted display, ossia degli occhiali dotati di un display che permette di interagire con l’ambiente circostante. Inoltre sono provvisti di una fotocamera che permette di scattare foto e di registrare video. Il primo modello dei Glass, la Explorer Edition, era equipaggiata con una fotocamera da 5MP (capace di registrare video fino a 720p), 12GB di memoria, audio a conduzione ossea e una batteria che garantiva diverse ore di autonomia.
Il display (una proiezione sulla retina attraverso un prisma angolato) era in alta definizione equivalente ad un 25 pollici da due metri di distanza. Il sistema operativo era integrato con Google Search (un primitivo assistente Google) e con il social proprietario Google+ (anch’esso poi destinato alla chiusura definitiva avvenuta nel 2019), inoltre potevano essere comandati vocalmente o toccando il bordo degli occhiali. I Google Glass erano tecnologicamente troppo futuristici e troppo costosi per il tempo: il loro prezzo negli USA era di 1500 dollari ed in Italia arrivava a costare fino a 2000 euro (IVA inclusa).

Per fare un paragone: alla fine del 2013 Apple lanciò sul mercato l’iPhone 5s a 749 euro, Samsung il Galaxy S4 a 600 euro e Google stessa il Nexus 5 a 450 euro. I Google Glass potevano perfettamente integrarsi con i vari ecosistemi ma, dato il prezzo proibitivo, il progetto dei Glass risultò troppo ambizioso per il 2013. Molti esperti del settore lo hanno classificato come uno strumento nato troppo presto e troppo pretenzioso per il tempo.

STAIRWAY TO OBLIVION

Google capì da subito che i Glass sarebbero stati un flop fin da subito: le vendite si fermarono a poche migliaia di unità e gli sviluppatori di terze parti arrivarono a pubblicare solamente 30 applicazioni nel play Store dedicato.

Infatti, come si notò in seguito, Google non fece mai una vera e propria campagna pubblicitaria per i glass, come se fossero un mero prototipo ancora in via sperimentale.

Nel 2016 Google decise di trasformare il progetto dei Glass in una associazione privata.

Venne progettata quindi una seconda serie dei Google Glass chiamata Glass Enterprise, potenziata sia a livello hardware che software, rilasciata nel 2017, con una seconda versione lanciata nel 2019 e pensata appositamente per i lavoratori in fabbrica e i progettisti, costruita con materiali più resistenti e con una predisposizione per la lettura di documenti e visualizzazione di grafici.

La cosa più importante e innovativa sono il nuovo display da 640x360 pixel, la usb type-C e una batteria da 820mAh con ricarica rapida. Questa nuova serie non è acquistabile da tutti e non è aperta al pubblico, ma solamente alle società che hanno finanziato il progetto (tra i nomi spiccano Volkswagen, Opel, Samsung, DHL e diverse società o istituti di ricerca statunitensi). e che possono acquistare i Glass ad appena 1100 dollari.

SITUAZIONE ODIERNA

Google fu una delle prime aziende a puntare sul mercato dei wearable, fallendo come molte altre. Ad inizio 2013/2014 furono molte le aziende di smartphone a mettere in commercio smartwatch ed altri accessori da collegare allo smartphone.

Per un momento il mercato fu saturo di wearable e Google era l’unica ad offrire un prodotto diverso, tuttavia troppo costoso rispetto alla concorrenza (altri wearable android costavano in media 150 euro). Attualmente sono pochissime le aziende che sopravvivono in questo mercato pressoché inutile visto e considerato che gli smartphone sanno fare più cose rispetto a 5/6 anni fa. Oggi il mercato dei wearable punta ad integrare strumenti per monitorare la salute fisica e i prezzi sono calati molto.

Sono veramente pochissime le aziende che hanno puntato su occhiali smart, molte sono poco note e i loro progetti, non essendo stati supportati/acquistati da grandi aziende, sono falliti in poco tempo.

L’unica altra azienda degna di nota che ha avuto il coraggio di puntare sul mercato degli smartglass (se così possono essere chiamati) ed è Snapchat.

Dal 2017 Snapchat produce gli Spectacles, occhiali dotati di due fotocamere in grado di registrare video e di fare foto “3D”. Questi occhiali non hanno un display e si collegano allo smartphone mediante l’app di Snapchat, non hanno uno store proprietario e servono solamente a pubblicare video in maniera istantanea su Snapchat.
L’azienda proprietaria del social network fantasma ha rilasciato nel 2019 il terzo modello al prezzo di 370 euro, mentre i modelli precedenti sono ancora in vendita anche a 150 euro. Il prezzo è invitante ma le funzionalità sono poche, a meno che lo user non sia un assiduo creatore di snap.

Gli smartglass non hanno mai riscosso un grande successo, forse perché sono oggetti che consideriamo superflui o forse non abbiamo mai capito le potenzialità di questa tecnologia così strana e futuristica.
Fatto sta che il mercato comanda, e il mercato continua a dire che il mondo non è pronto a vivere una seconda dimensione a qualche millimetro dalla retina.E se neanche Google è riuscita a fare breccia nei cuori degli utenti tanto da convincerli a fare un salto nel futuro allora è il caso di lasciarli da parte almeno per qualche decina di anni.

Chissà, magari nel 2050 un ragazzo di 20 anni leggerà questo articolo ad 1 centimetro dal suo occhio.

Davide Capricano

Foto all'interno dell'articolo:

https://www.flickr.com/photos/sndrv/17383574431

https://www.google.com/glass/start/