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Di Giovanni Crisanti

È ufficiale: dall’anno scolastico 2018/2019 subentrerà nel sistema scolastico italiano un liceo progettato con un nuovo format a 4 anni.

È stato pubblicato sul sito del Ministero della Pubblica Istruzione l’elenco degli istituti dove avverrà questa sperimentazione che coinvolgerà 100 scuole in tutta Italia.

Le richieste inoltrate sono state più di 200, ma trattandosi ancora di una “prova” si è deciso di restringere il numero di classi. Saranno per l’esattezza 44 al nord, 23 al centro e 33 al sud le scuole in cui si potrà ambire al diploma in soli 4 anni. I criteri di scelta si sono basati sulla qualità dei percorsi offerti dagli istituti e sull’innovazione della didattica. Tra i più scelti ci sono i licei, 75 per l’esattezza, e 25 invece sono istituti tecnici.

Come da prassi le Iscrizioni saranno aperte dal prossimo 16 gennaio. Ci sarà una sola classe sperimentale per scuola, in cui almeno una disciplina verrà insegnata interamente in lingua straniera, e verranno valorizzate le attività di laboratorio e l’uso di tecnologie didattiche innovative. Gli istituti selezionati introdurranno discipline come il diritto ed un potenziamento della storia dell’arte. L’alternanza scuola lavoro sarà svolta sopratutto nelle vacanze estive e natalizie per non limitare lo svolgimento delle regolari lezioni, già ridotte rispetto ad un percorso uniformato a 5 anni.

Si tratta di un’interessante sperimentazione, che riprende anche i canoni della maggior parte dei sistemi di istruzione mondiali. Sarà opportuno valutare la qualità dell’insegnamento, essendo comunque ridotto di un anno il percorso liceale.

Per quanto riguarda la mia esperienza, posso affermare che il quinto anno di liceo è stato fondamentale per la mia formazione culturale e per la crescita del mio senso critico. È per questo che sono curioso di vedere quale sarà la resa di questo nuovo percorso, dalla quale si potranno valutare eventuali modifiche anche sui percorsi di formazione di primo grado, o, perché no, l’eventuale rinuncia ad una modifica così importante.

Senza dubbio, se il nuovo percorso riuscisse ad accrescere il grado di maturità in tempi più brevi, c’è solo che da guadagnarci!