Millennials

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Di Bernard Dika

Avete presente quando ti guardi intorno e ti senti felice? Ecco, ho provato proprio questo conoscendo tante ragazze e ragazzi da tutta Italia. Ho respirato passione e voglia di darsi da fare.

Partenza alle 7.00 da Firenze insieme a Laura. Arriviamo a Roma e troviamo Valerio ad accoglierci consegnandoci i pass. Valerio viene da Messina, è partito ieri sera facendosi un lungo viaggio in autobus (accipicchia!). Poi incontriamo Giovanni, direttamente dalla Basilicata. Francesco da Faenza, in Emilia. E tantissim* altr* ragazz* da tutta Italia.

Se il buongiorno si vede dal mattino, oggi sarà una gran bella giornata. Iniziamo. Interventi e stimoli davvero belli da parte di tutti.

Ma la parte bella doveva ancora arrivare, “ì ricreativo” si dice dalle mie parti. Andiamo a pranzo e ci conosciamo tutti. Sorrisi, risate e divertimento. Che bello. Ci scambiamo idee, storie e opinioni. Valerio (“il messinese”) mi lascia senza parole raccontandomi delle difficoltà che ha un giovane nel fare politica in Sicilia. Francesco invece si sta impegnando per fondare una consulta dei giovani nel suo comune e ci scambiamo i contatti per risentirci e costruire qualcosa insieme.

Brindiamo alle nostre nuove amicizie, paghiamo il conto e andiamo a fare due passi in centro. Arriviamo nella bellissima Piazza di Spagna e ci dividiamo, chi rimane ancora un po’ in centro e chi rientra a casa. Io sono tra i secondi. Prendiamo la Metro e a Termini ci salutiamo. Non dispiaciuti, perché sappiamo di rivederci presto.

Tornando in treno verso casa leggo un po di notizie online (ascoltando come al solito un po’ di musica), di cui molte negative sul panorama mondiale. Ho riflettuto un po’ e mi son detto: “Se non ora quando, se non noi chi?”.

Ed è stato grazie anche a quei ragazzi che ho capito che non siamo solo il futuro di questo paese, ma dobbiamo esserne sempre di più il presente.

Ogni giorno in molti ci raccontano quanto il nostro futuro sia incerto. E noi abbiamo la possibilità di stare fermi a guardare ciò che accade oppure scegliere di scendere in campo, rimboccandoci le maniche, tirando fuori dalle tasche le nostre mani pulite convinti che il pessimismo sia un lusso che noi giovani non possiamo più permetterci.

Certo non è facile ma è proprio il nostro turno questa volta. Con i commenti su Facebook e le chiacchiere da bar non si cambia proprio nulla. Qualcuno una volta mi disse che il tempo cambia le cose. No, non è vero. Lo dicono tutti, ma non è vero. Reagire, cambia le cose.

Ed è per questo che dobbiamo avere coraggio, il coraggio delle idee e la forza di saperle portare avanti nel tempo, insieme, oltre qualsiasi ostacolo. Vivendo direttamente i luoghi della nostra generazione per comprenderne i problemi e riuscire a trovare soluzioni concrete.

Lo facciamo e lo faremo perché ci crediamo ancora. Crediamo ancora che questo paese possa cambiare davvero ed essere migliore.

Agli amici della generazione Millennials ho raccontato che quando dico questo ad alcune persone mi rispondono dicendomi che sogno (In Toscana mi dicono “Oh bimbo, e’ tu sogni troppo”). Guardando quei ragazzi e la loro passione mi sono detto che, forse si, quando si sogna da soli è solo un sogno, ma se si inizia a sognare tutti insieme è la realtà che comincia. E allora si, è proprio giunta l’ora di scendere in campo. In bocca al lupo a tutti noi.