Giovanni Odone

Giovanni Odone

Torinese | classe 2000 | Scienze internazionali dello sviluppo e della cooperazione presso UniTo. Appassionato di politica estera e viaggi con lo zaino in spalla.

La grande notizia che arriva dall’account Twitter di Giuseppe Conte è motivo di orgoglio e felicità per tutta la Nazione, dopo un anno e mezzo di prigionia Silvia Romano è stata liberata. La cooperante italiana era per partita per il Kenya dove insieme alla onlus “Africa Milele” aiutava e assisteva una delle parti più deboli e indifese della società, i bambini abbandonati; non era la sua prima volta in Africa ma la terribile svolta avviene il 20 novembre del 2018. La 25enne viene rapita e sequestrata da una banda armata che dopo settimane di fuga nelle foreste keniote arriva in Somalia, dove spostandosi da un covo all’altro, resterà prigioniera per molti mesi. Da tempo i nostri servizi d’intelligence sono al lavoro e le autorità sia della Kenya che della Somalia sembrano collaborare, è una ricerca dura e complicata se all’insieme delle generali difficoltà nel reperire informazioni e fonti si aggiunge il vasto territorio, teatro delle operazioni. Per un anno non si hanno più notizie, ma è proprio in questo periodo che l’AISE, l’agenzia di sicurezza della Repubblica che ha compito di ricercare e operare all’estero per permettere l’integrità e l’indipendenza del nostro Paese, ha lavorato in silenzio e in collaborazione con i servizi turchi (testimonianza della sempre maggiore influenza turca nella zona del Corno d’Africa).

La terribile vicenda ha la parola fine venerdì 8 Maggio, di sera, quando fuori dalla città di Mogadisho avviene lo scambio; Silvia Romano è libera e in viaggio verso l’ambasciata italiana. Ieri il ritorno in Italia, attesa all’aeroporto di Ciampino dai suoi familiari, il Ministro degli Affari Esteri e il Premier Conte; grande commozione e felicità sui volti della famiglia ma anche di Silvia che con un grande sorriso rasserena la Nazione, anche solo per qualche ora, in un periodo così complicato. Poco dopo il suo arrivo viene portata alla base del Ros dei Carabinieri presso Ponte Salario, dove è iniziato l’interrogatorio volto a capire meglio l’intera questione; una cosa è certa, Silvia conferma di essere stata trattata di bene e di non essere stata minacciata di morte. Vengono anche raccontanti i numerosi spostamenti tra i vari covi del gruppo e l’anonimità dei carcerieri, sempre a volto coperto e armati.

Spesso la confusione e il clamore che accompagnano la vita politica italiana, annebbiano e nascondono la professionalità di tanti funzionari e reparti che ogni giorno lavorano per il nostro Paese. Questo impegno silenzioso, lontano dai riflettori, è a mio avviso una risorsa e un vantaggio, se non una caratteristica ferrea di alcuni casi come quello dei servizi d’intelligence; nel nostro Paese identificati nel Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. I Servizi italiani sono tra i migliori al mondo e sovente le condivisioni di informazioni che avvengono all’interno dell’alleanza atlantica sono apprezzate e ricordate anche dal Presidente Trump che non perde occasione per sottolineare l’insufficiente spesa militare di molti Paesi NATO. Oggi bisogna ringraziare chi in questi anni ha lavorato nell’ombra per riportare a casa questa ragazza guidata da nobili principi, oggi bisogna ricordare che molte persone mettono a rischio la propria vita per salvaguardare una Nazione intera.

Giovanni Odone

Foto= https://www.secoloditalia.it/