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Il lancio

Innanzitutto, è necessario precisare cosa è successo. Il 30 maggio 2020 -dopo un tentativo fallimentare il 27 maggio a causa delle condizioni meteo - è stato lanciato il primo razzo dal 2011 destinato alla Stazione Spaziale Internazionale e trasportante un equipaggio umano dal suolo americano, in una missione chiamata Crew Demo-2. L’innovazione, in questo caso, proviene dal fatto che chi ha prodotto il razzo, chiamato “Dragon”, è un’azienda statunitense, SpaceX: il lancio è così diventato il primo commerciale.

Una collaborazione durata anni

La collaborazione della NASA con SpaceX, azienda gestita dall’ingegnere sudafricano Elon Musk, vede le sue fondamenta nell’ormai lontano 2006, quando la compagnia vince un bando COTS (Commercial Orbital Transportation Services), con il quale si impegna a rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Tutto ciò richiede anni di preparazione, con un tentativo andato a buon fine di orbita intorno alla Terra e successivo recupero della capsula nel 2010; e la vera e propria missione di rifornimento nel 2012.

La collaborazione si rivelerà molto importante per la NASA, la quale risparmierà un’ingente quantità di denaro nella produzione dei razzi (grazie al sistema di ritorno sulla terra che permette di utilizzarli più di una volta) e quindi prolungherà il contratto fino al 2016, per poi rinnovarlo un’altra volta nel 2019 fino al 2024.

Le missioni spaziali con equipaggio

Per quanto riguarda la collaborazione in ambito di missioni spaziali con equipaggio, SpaceX inizia la sua avventura il 16 settembre 2014, quando il suo “Falcon 9” viene selezionato per il Programma di equipaggio commerciale statunitense. Lo sviluppo del programma consiste in un nuovo sistema di interruzione del lancio di una capsula, attraverso la separazione di essa dal razzo e la sua successiva caduta con paracaduti. Il 6 maggio 2015 il nuovo sistema viene testato e, dopo un tentativo riuscito, viene implementato all’interno del nuovo razzo.

Inoltre, SpaceX sviluppa una nuova capsula, la “Crew-Dragon”, destinata al trasporto di astronauti. Il 3 agosto 2018 la NASA annuncia che Doug Hurley e Bob Behnken voleranno verso la Stazione Spaziale Internazionale nel 2020.

Un lieto fine

In un susseguirsi di lanci, partendo dal primo nel 2019, riuscito correttamente ad attraccarsi alla Stazione, e continuando con altri test per il corretto funzionamento e il perfezionamento della capsula, con l’ultimo avvenuto nel gennaio 2020, si riuscirà a lanciare i due astronauti e a farli arrivare senza problemi alla Stazione Spaziale Internazionale. Un grande traguardo per SpaceX, che ora vedrà sé stessa protagonista delle prossime missioni spaziali, ma sicuramente un ancor più grande traguardo per gli Stati Uniti, che prendono un’altra volta possesso del riflettore internazionale, ormai da tempo posseduto dalla Russia e i suoi Soyuz.

E ora?

Elon Musk, fondatore e C.E.O. di SpaceX, ha dichiarato di voler colonizzare Marte. Sebbene questo concetto sia in circolazione già da tempo, possiamo tutti affermare che da lui è possibile aspettarsi anche questo. Dopotutto, ha già venduto lanciafiamme e costruito un tunnel al di sotto di Los Angeles!

Starà a noi essere sorpresi.

Lennard Pische

Fonti immagini: