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I misteri dello Stato più piccolo del mondo

Tavolara è un piccolo scoglio situato nella Sardegna nord-orientale, l’isola nell’isola. Una piccola perla incastonata alle porte della costa Smeralda che si estende per soli 5,9 km², ma che racchiude una miriade di storie, leggende e misteri.

Ricca di storia e leggende antiche e moderne, quest'isola dalla singolarissima conformazione si propone sulla scena della mitologia classica per rappresentare la nave dei Feaci pietrificata da Poseidone, col suo timone rivolto verso il mare aperto, rea di avere ricondotto Ulisse in patria.

Ospita, oltre ad un faro di segnalazione marittima, una base militare NATO, gestita dalla Marina militare, destinata alle telecomunicazioni terrestri a lunghissimo raggio e bassissima frequenza d'onda

L'Area marina protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo si sviluppa lungo uno dei tratti di costa più belli e suggestivi del Mar Mediterraneo. Stupisce dalla bellezza dei suoi fondali alla vista mozzafiato della cima di 565 m.

Gioacchino Murat e il “Signore di Tavolara”

La storia che più contraddistingue questa piccola montagna galleggiante è quella della sua famiglia reale e della sua stirpe. Nonostante la sua piccola dimensione infatti l’isola è diventata un vero e proprio Stato, con amici e alleati di grande caratura. Non ha un esercito e non ha sudditi su cui dettar legge, ma Tonino Bertoleoni è un re per davvero. L’erede di un trono senza castello. La storia di questa corona ha dell’incredibile.

Un tale Giuseppe Bertoleoni decise di lasciare l’isola della Maddalena per andare nell'isola di Tavolara e prendersi un fazzoletto di terra per coltivarla. Ciò che fece la differenza fu una serie di eventi fortunati che la trasformò da scoglio abbandonato, a Stato riconosciuto dalla regina Vittoria d’Inghilterra.

Nel 1815 Gioacchino Murat, re di Napoli, durante un Viaggio in Sardegna fu sorpreso da una tempesta che lo scaraventò sull’isola dove fu salvato da Bertoleoni che lo accolse con tutti gli onori. Il re di Napoli non si dimenticò mai di lui e narrò spesso di aver incontrato e soprattutto di esser salvato dal “Signore di Tavolara”.

Il Re di Tavolara e Carlo Alberto di Savoia

Tavolara veniva raccontata con un’aura favolistica, anche perché era abitata dalle mitiche "capre dai denti d'oro". Questi animali avevano effettivamente i denti gialli fatto però dovuto all’alimentazione di una particolare specie di foglie che si trovava solo in quella zona della Sardegna.

In seguito nel 1836 Carlo Alberto di Savoia, re di Piemonte e di Sardegna, affascinato da questi racconti si recò sull'isola di Tavolara per cercare le mitiche capre dai denti d’oro. Invece dei mitici animali gli si presentò il signor Bertoleoni come re di Tavolara e lo accolse a sua volta con grande rispetto e regalità. Il re rimase affascinato dal luogo paradisiaco tanto che vi soggiornò per una settimana. Carlo Alberto decise poi di nominare Giuseppe padrone e Re dell’isola regalandogli un orologio.

Qualche anno più tardi il demanio provò ad impadronirsi di Tavolara. Così Paolo, figlio di Giuseppe, partì per Torino per discutere con il Re. Carlo Alberto gli assicurò il suo sostegno, infatti tornò nell’isola e lo nominò ufficialmente re di Tavolara con tanto di carta protocollare depositata alla Prefettura di Sassari.

Di ciò, tuttavia, resta la sola testimonianza verbale della famiglia, in quanto la casata Bertoleoni non figura negli elenchi nobiliari ufficiali del Regno d'Italia. Di conseguenza la sua nobiltà non risulta legalmente riconosciuta nel periodo monarchico.

Tavolara e la Regina Vittoria

Nel 1896 attraccò a Tavolara la nave inglese Vulcan. A bordo vi erano degli inviati della regina Vittoria, così la famiglia Bertoleoni fece una foto sul ponte della nave con re Carlo I.

Una copia di quello scatto è conservata a Buckingham Palace accompagnata da una scritta: “Famiglia reale di tavolara, nel golfo di Terranova Pausania, il regno più piccolo del mondo”. Inoltre nel salone dove sono custoditi gli stemmi di tutti i regni del mondo, vi è anche quello di Tavolara.

I Bertoleoni mantengono la proprietà solo su 70 dei 700 ettari, ma conservano tutti i titoli.

«Sono il re più povero del mondo. Non ho bisogno di un esercito per difendermi dalla natura che mi circonda. Nessuno ci dichiarerà mai guerra, l’unica minaccia che subiamo è quella delle mareggiate» sostiene Tonino, attuale discendente.

Un velo di mistero continua a ricoprire quest’isola infatti alcune leggende sopravvivono. Una di queste è quella dei sottomarini nucleari armati di missili Polaris nascosti nei tunnel dell’isola della base Nato.

Come testimoni rimangono invece Tonino e suo figlio Giuseppe, ultimi eredi di questa famiglia, e il loro ristorante. Il suo nome è “Re di Tavolara” ed è l’ultima traccia di questa splendida fiaba, in un’isola spettacolare.

Gabriele Licheri

Foto 1: https://www.manifestosardo.org/abusi-edilizi-in-quel-gioiello-naturalistico-di-tavolara/

Foto 2: https://it.wikipedia.org/wiki/Bertoleoni_di_Tavolara

Foto 3: https://it.wikipedia.org/wiki/Bertoleoni_di_Tavolara

Foto 4: https://www.arcosvacanze.it/escursioni/isola-di-tavolara/