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Le origini del paese

Brienza è un piccolo borgo Lucano della provincia di Potenza, situato a 700m di altezza, immerso nel verde della valle del Melandro, l’origine di Brienza è quasi sicuramente longobarda: la cui “burg- luogo fortificato”, dal  toponimo latino latino Burgentia suffragherebbe tale ipotesi.

Il  primo nucleo urbano risale al VII secolo d.C., apparteneva al ducato longobardo di Benevento, in seguito al principato di Salerno. Brienza negli anni passò nelle mani di diversi feudatari, finché nel 1428 la regina Giovanna II la vendette a Pietro Caracciolo appartenente al ramo dei più potenti Caracciolo di Napoli, fra le famiglie più ricche dell’epoca, con esso il paese attraversò una fase di grande crescita economica, culturale, artistica e sociale fino al 1857,  anno in cui il paese venne colpito dal sisma che causò  gravi danni alle abitazioni determinando il trasferimento della popolazione sul versante sud-est della collina su cui sorge il Castello. Negli anni seguenti passò di mano in mano e i successori cominciarono a venderne i diversi oggetti che si trovavano all’interno. Subì un ulteriore duro colpo nel 1980 a causa del terremoto che colpì l’Irpinia e la Basilicata  che  causò il crollo della parete est e della parete sud del Castello.

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L’abitato conserva tutt’oggi la sua struttura architettonica di borgo,  e può essere distinto in tre nuclei: il tessuto antico che comprende il borgo medievale e il Castello Caracciolo, il tessuto storico riconducibile agli anni ‘500 e alla prima metà del ‘900;  il tessuto consolidato realizzato nella seconda metà del ‘900.

Il castello Caracciolo

Visibile da qualsiasi punto della città il Castello Caracciolo è arroccato su di uno sperone di roccia sotto il quale scorre il torrente Pergola che fungeva da fossato difensivo, rappresenta proprio il fulcro intorno al quale si sviluppa il borgo medievale composto da casette arroccate, perfettamente adattate all’andamento orografico del terreno tanto che la roccia sottostante costituisce il naturale prolungamento delle mura. Di fondazione angioina, come si evince dal mastio cilindrico che svetta dalla imponente mole, e dalla semitorre circolare al centro della cinta muraria,  legato anche alla conquista normanna, poi al passaggio di Federico II e, successivamente, ai d’Angiò, quindi alla famiglia Caracciolo di Brienza, Il Castello Caracciolo nei secoli ha avuto un doppio ruolo: strategico militare a difesa dei confini e politico, di ricca residenza della famiglia Caracciolo.

Il Castello disponeva di 40 stanze suddivise in tre piani, anche se da tradizione popolare si tramanda  ne fossero 365, la parte esterna esposta a ponente presenta numerose finestre poste su due file, dal lato opposto è possibile scorgere le tre torri: una rotonda a nord, una centrale a forma semicircolare incassata per metà nella cortina muraria e una quadrata a ridosso dell’ingresso principale.

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La leggenda di bianca

Si tramanda che tra i numerosi personaggi che nei secoli hanno vissuto nel castello Caracciolo (conti, dame, nobili, cavalieri) vi sia stata nel 1300 una donna bellissima di nome Bianca. Dama che amava lusso e sfarzi, la quale, pare, possedesse un ingente tesoro: ori, pietre preziose, gioielli e monili. La bella Bianca aveva un attaccamento morboso verso i suoi  gioielli a tal punto che durante le numerose feste e i ricevimenti che si svolgevano nel Castello spesso si presentava vestita solo di questi e cosparsa di profumi orientali si lasciava trasportare da languide melodie, danzando voluttuosamente tra uomini di provata virilità che erano l’attrazione delle sue serate, per poi tuffarsi in una tinozza ricolma di monete d’oro. Sempre secondo la  leggenda si narra che il Castello fosse composto da 365 stanze, una per ogni giorno dell’anno e che il tesoro della bella Bianca fosse custodito proprio nella 366-esima, una stanza segreta ed inaccessibile, il  cui accesso era noto solo alla dama e alla sua ancella più fedele. Un giorno, mentre Bianca era in viaggio verso Amantea fu rapita dai pirati e portata al mercato degli schiavi ad Algeri, un ricco pascià la rimase folgorato da tanta bellezza se ne si innamorò e la portò al suo palazzo, da allora non si seppe più nulla di Bianca e del suo tesoro, tutt’oggi custodito nella segretissima stanza del Castello.  Il tesoro della dama Bianca è ancora  leggenda, non vi resta che recarvi a Brienza e cercare la 366-esima stanza del Castello Caracciolo.

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Calabrese Alessia

Foto1: https://www.basilicataturistica.it/territori/brienza-2/

Foto 3 : https://www.impakter.it/brienza-la-lucania-medievale-da-riscoprire/

Foto4:https://www.facebook.com/GiuseppeSalviulo.it/photos/a.397832983630120/2082650895148312/?type=3&theater