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Di Alice Gabrieli

Poco lieta la notizia delle ultime ore da parte del pentastellato Alberto Bonisoli: l’attuale ministro dei beni e delle attività culturali ha infatti annunciato la sua intenzione a eliminare la possibilità di entrare gratuitamente nei musei la prima domenica di ogni mese.

Questa agevolazione, introdotta durante il Governo Renzi, ha portato negli ultimi 5 anni ad un incremento notevole delle entrate nei musei e nelle aree archeologiche statali da parte di moltissimi visitatori, sia stranieri sia italiani. La crescita maggiore, confrontando i dati odierni con quelli degli anni precedenti, è stata riscontrata nelle regioni del Meridione, e i dati sono positivi sia per quanto riguarda lo sviluppo economico, sia e soprattutto per quanto riguarda il processo di accrescimento culturale.

Rispetto al 2013, ci sono stati 12 milioni di visitatori in più, distribuiti in tutte le regioni italiane, con particolare attenzione al Lazio, alla Campania e alla Toscana, per un totale di più di 50 milioni di visitatori di diverse nazionalità.

Quello che conta non sono i numeri in sé, bensì le persone vere e proprie che hanno scelto la cultura per migliorare i loro saperi, condividere passioni, ma soprattutto venire a conoscenza dell’immenso patrimonio culturale che il nostro Paese offre.

Fra le persone di tutte le età, molti giovani hanno approfittato di questa opportunità per sviluppare la propria formazione intellettuale, e sono proprio quei giovani che hanno difficoltà economiche, a causa della crisi degli ultimi anni e a causa della loro dipendenza dal nucleo familiare, che hanno potuto visitare luoghi artistici senza pesare sulle spalle dei propri genitori, avvalendosi di una delle tante riforme che il Partito Democratico ha rivolto alla popolazione, in particolar modo alle fasce più deboli.

La cultura non può appartenere solamente alle élite ed è giusto che tutti possano beneficiare delle opere d’arte e dei rinvenimenti storici presenti sul nostro territorio, uno dei più ricchi di tutto il mondo.

Il Governo Salvini-Di Maio non fa altro che abbattere la cultura, distruggendo i sogni di molte persone, facendo credere che l’arte e la storia non siano importanti quanto il lavoro e lo sviluppo economico, dando ai cittadini l’idea che il motore del nostro Bel Paese, cioè l’arte su cui di conseguenza si basa il turismo, possa essere messo da parte.

Quello che si cela dietro le loro scelte è solamente l’intenzione di affossare il clima intellettuale per lasciare spazio solamente ad un clima di razzismo, ignoranza e terrore.

Come è noto “un popolo ignorante è un popolo facile da ingannare”, ma noi non ci lasceremo illudere da chi vuole rovinare il nostro futuro e cercheremo in ogni modo di lottare affinché la cultura e l’istruzione siano sempre al primo posto.