Millennials

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Di Francesco Armetta

Sono passati 26 anni da quel giorno disgraziato.

Avevo appena 6 anni, ma ricordo, come fosse ieri, la tensione che aleggiava in casa mia ed i commenti dei miei genitori mentre in tutti i tg passava la notizia del tuo efferato assassinio. Ero appena un bambino, e non riuscivo a darmi pace al pensiero che un uomo, che tutti (i giornalisti, alcuni politici, i miei genitori) dicevano lottare per la giustizia, fosse stato barbaramente ucciso da altri uomini. Non riuscivo a capire il perché. Allora chiesi a mio padre.

Papà mi spiegó che esistevano degli uomini cattivi che facevano parte di una associazione di criminali chiamata mafia, che non accettavano che gente cone Giovanni Falcone volesse osteggiarli, che volesse cambiare le cose.

Papà non riuscí a terminare il pranzo, aveva un nodo in gola. Allora decise di mettersi in macchina per percorrere i pochi chilometri che ci separavano dal luogo dell’incidente, e mi portò con sè. Riuscimmo a fermarci a diverse centinaia di metri, e percorremmo a piedi la strada che ci separava dal sovrapassaggio autostradale poco piú avanti del luogo dell’attentato, ricordo un capannello di gente, un cordone di poliziotti, e poi uno scenario apocalittico. Auto ridotte ad ammassi di lamiera fumanti a contorno di un cratere nell’autostrada enorme, le sirene delle ambulanze in lontananza e quell’odore, strano, nell’aria. Hanno ammazzato Falcone ripeteva papá. Quel giorno, Giovanni, con la tua morte mi hai fatto dono delle tue tensioni morali, ero solo un bambino, ma hai segnato in maniera incontrovertibile anche la mia vita, e per me rimarrai sempre un simbolo. Probabilmente tu non volevi neanche essere considerato un eroe, perché alla gente onesta e disinteressata, non frega granchè di queste cose. Volevi svolgere il tuo dovere fino in fondo, prima da uomo, poi da magistrato, perché credevi fermamente nell’ideale di giustizia, e desideravi, come tanti una società migliore.

Grazie Giovanni per le “tensioni morali”, grazie per aver creduto in me anche se non sapevi chi fossi e se esistessi, grazie per aver creduto in una realtà migliore, grazie per aver creduto che qualcuno dopo di te, di voi, avrebbe continuato a lottare, grazie per avermi fatto capire che le persone passano, ma le idee restano!