Pietro di Franco

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La scorsa settimana difficilmente verrà dimenticata. Il mondo festeggiava la notte di Halloween e le maschere di Joker, travestimento cult del momento, circolavano ovunque. È una festa che diverte molti, grandi e piccini, riempiendo le strade di felicità e, perché no, di colori. Ma, nonostante ciò, si litigava lo stesso.

Le polemiche su Halloween sono state molteplici: da destra si alzavano forti le voci contrarie ai festeggiamenti ed un noto giornalista si dilettava nello spaccare in TV decine di zucche in segno di protesta, creando una enorme discussione riguardante le tradizioni e di come questa festa sia lontana nulla abbia a che fare con quelle italiane. Questo giornalista forse non lo sa, ma viviamo in un epoca globalizzata e basata sullo scambio e sul mix di culture diverse che tentano di formare un mondo sempre più unito.

Ecco, questa unione rischia di rimanere un’utopia. Infatti, oltre ad Halloween, quella appena passata è stata la settimana in cui in Senato si è discussa una mozione per l’istituzione di una commissione straordinaria per combattere razzismo, antisemitismo e qualsiasi altra tipologia d’odio. Sembra un salto nel passato, ma purtroppo non lo è. I nostri tempi ci impongono l’istituzione di quest’organo volto a vigilare sui comportamenti che spesso, ultimamente forse un po’ troppo spesso, vengono tenuti per strada e sui social. Comportamenti d’odio, incitamenti a vergognosi e ingloriosi ritorni al passato, inni verso una delle epoche più buie dell’intera storia dell’umanità.

Come detto sopra sembra un salto nel passato ma si tratta del presente. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, partitiche da sempre sono vicini a movimenti di estrema destra, si sono infatti astenuti dalle votazioni (151 favorevoli, 98 astenuti e 0 contrari) fornendo le scuse più disparate. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha giustificato la l’astensione del suo partito definendo la Commissione “una censura politica” e affermando che i temi dell’antisemitismo vengono trattati in maniera molto debole rimarcando  anche la scarsa attenzione che il documento firmato da Liliana Segre (sopravvissuta allo scempio di Auschwitz e nominata Senatrice a vita) avrebbe posto all’estremismo islamico.

Ma proseguiamo con un altro evento che ha contribuito a rendere difficilmente dimenticabile la settimana appena trascorsa. Siamo a domenica 3 novembre e, come ogni fine settimana, milioni di italiani sono seduti sui propri divani a guardare le partite di calcio del nostro campionato.

A Verona si gioca Hellas Verona – Brescia e tutto va per il meglio finché, ad un certo punto della partita, Mario Balotelli prende il pallone e lo scaraventa contro la curva dei tifosi di casa. Quella stessa curva da cui, da qualche minuto, provenivano fischi e “buu” razzisti nei confronti del giocatore della nazionale azzurra. Balotelli minaccia di abbandonare il campo, ma fortunatamente il match riprende del giro di pochi istanti. Subito dopo la partita iniziano le prime polemiche, con il presidente e l’allenatore del club veronese che minimizzano l’accaduto. L’Italia si divide su un’altra questione molto delicata. Da una parte c’è chi si schiera dalla parte del giocatore italiano, mentre dall’altra c’è chi tenta di sdrammatizzare.

Il giorno dopo la partita il capo-ultras dell’Hellas Luca Castellini, personaggio vicino agli ambienti di Forza Nuova ed in prima fila insieme all’ex Ministro leghista Fontana il giorno del congresso della famiglia tenutosi a Verona il 29-30-31 Marzo di quest’anno, rivolge parole forti e, diciamolo, indegne e vergognose nei confronti di Balotelli. Intervistato da Radio Cafè afferma “È stato spinto da qualcuno o qualcosa a fare quella pagliacciata. Un negro? Certo, ci sono problemi? La commissione Segre mi viene a suonare al campanello se dico negro?” e dichiarando inoltre “Non sarà mai italiano”. Ricordiamo che Castellini è lo stesso personaggio che qualche tempo fa affermava “Siamo una squadra a forma di svastica, che bello se ci allena Rudolf Hess“, definendo poi “una goliardata” questa sua penosa uscita.

La società Hellas Verona, attraverso un comunicato, ha annunciato adottato una misura interdittiva nei confronti di Castellini, sospendendolo dallo stadio veronese fino al 2030. Il giudice sportivo ha invece provveduto ordinando la chiusura per un turno dello spicchio di curva da cui sono provenuti i cori.

Ecco, questi sono gli eventi che hanno reso, secondo il parere di chi vi scrive, indimenticabile la settimana appena trascorsa.

Gentili lettori, concedetemi la libertà di andare fuori dagli schemi e di parlarvi in prima persona, cercando di farvi arrivare il mio pensiero: da appartenente alla generazione Millenials credo fortemente nei valori di uguaglianza e di unità che la storia ha cercato di trasmetterci. Diciamocelo chiaramente: la maggior parte degli italiani è lontana dagli eventi descritti. Siamo nati e cresciuti in un mondo totalmente connesso, che ci dà la possibilità di andare dove vogliamo in poco tempo, connetterci con i luoghi più remoti del mondo e cercare di scoprire l’altro, quello che viene definito “diverso”.

Nel mondo che immaginiamo noi giovani viene data la possibilità ad un ragazzo italiano di festeggiare una festa nata in America. Nel mondo che noi giovani vogliamo non esistono pareri discordanti sulla lotta all’antisemitismo ed al razzismo. Nel mondo che noi giovani viviamo si deve andare allo stadio a sostenere la propria squadra del cuore, i propri idoli.

Noi Millenials chiediamo semplicemente questo.