ATTACCO AL POTERE

Esteri gen 07, 2021

L’assalto inaudito al Capitol building di Washington DC, sede del Senato e del Congresso degli Stati Uniti, dimostra come la partita delle elezioni presidenziali tra Repubblicani e Democratici non si sia ancora conclusa.

Assalto a Washington, agenti segreti armi in pugno difendono i senatori Usa  - Foto Tgcom24

Fonte: TGCom24

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La democrazia sotto assedio

Le immagini che giungono dal cuore politico dell’America lasciano tutti attoniti. I manifestanti pro-Trump presenti di fronte al palazzo del Campidoglio questo pomeriggio, nella Capitale federale degli Stati Uniti, hanno fatto irruzione nell’edificio (con il beneplacito e l’aiuto di alcuni membri delle forze dell’ordine), violando uno dei simboli della democrazia statunitense. Questo attacco così improvviso e violento non si è verificato casualmente.

Oggi, dopo il risultato delle elezioni in Georgia, che ha sancito una netta vittoria democratica, il partito ha ottenuto virtualmente la maggioranza anche al Senato degli Stati Uniti. Questo risultato, che libera Joe Biden dal pensiero di trovarsi a governare con una maggioranza di fazione opposta, arriva proprio nel momento in cui deve essere ratificata in via ufficiale la vittoria del neoeletto Presidente degli Stati Uniti. L’ingresso nell’edificio dei manifestanti, benché non fossero ancora presenti i senatori, ha di fatto rallentato il processo di ratifica.

Donald Trump Vs. Joe Biden 2020 Quiz: Who Said That Quote?

Fonte: Bloomberg

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Non accadeva dal 1814, ma..

Ebbene sì, gli ultimi ad irrompere nel Capitol Building con la forza e a darlo alle fiamme furono i soldati britannici nel corso della Guerra anglo-americana del 1812-1815. Ora, sebbene non ci troviamo di fronte ad un’occupazione militare del territorio statunitense, l’irruzione di oggi non cambierà l’esito del voto dato dai cittadini, proprio come avvenne 206 anni fa al termine del conflitto.

..accadrà di nuovo?

L’assalto al Senato degli Stati Uniti rappresenta un campanello d’allarme non solo per gli statunitensi stessi, ma per tutto il mondo. Esso è la dimostrazione che il populismo ha invaso profondamente gli istituti di rappresentanza politica delle principali democrazie mondiali e non è intenzionato a fermarsi. Quello della giornata di ieri è stato sicuramente il primo, ma non l’ultimo dei colpi di coda di un’amministrazione al collasso che ha aizzato l’odio e la violenza nel proprio Paese e, per analogia, in altre parti del pianeta.

Vittorio Repetto

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Vittorio Repetto

Ciao, sono Vittorio Repetto, scrivo per il blog Generazione Millenials nella sezione esteri e, in particolare, mi occupo dell’analisi degli eventi che si verificano nel continente americano.