Vaccine Day: al via la somministrazione del Pfizer-Biontech in Italia

Attualità e politica dic 27, 2020

L’approvazione e la conseguente iniziale somministrazione del nuovo vaccino anti-Covid sembrano averci risvegliato da un incubo che, almeno a qualche mese fa, dava l’impressione di non attenuarsi. È la vittoria della scienza e dei ricercatori che, non appena seppero a gennaio della comparsa di tale virus in Cina, non esitarono ad isolare il Sars-Cov 2 per studiarne le caratteristiche e cercare di mettere a punto un antidoto efficace.

Ugur Sahin e Özlem Türeci: le menti del successo

Sono loro due gli ideatori del vaccino sviluppato in collaborazione con la grande casa farmaceutica statunitense Pfizer, entrambi di origini turche arrivati in Germania al seguito delle loro famiglie quando erano bambini. Dopo essersi sposati hanno fondato due laboratori per la ricerca contro il cancro, uno dal nome Ganymed e l’altro proprio l’ormai noto Biontech. Entrambi appassionati di scienza fin da adolescenti (Ugur anche di calcio), si conoscono all’università e il destino ha voluto che fossero proprio loro quelli che ad oggi, con un sacrificio costante e un miracolo che solo la scienza avrebbe potuto fare, stanno avviando la popolazione mondiale al ritrovamento di una normalità definitiva. È solo l’inizio, ma finalmente un piccolo spiraglio di luce si inizia ad intravedere. In un mondo ancora non immune da pregiudizi e luoghi comuni verso le persone che emigrano dai propri paesi, questa è una vera e propria rivincita contro ogni forma di discriminazione, alle quali, purtroppo ancora oggi assistiamo.

Il vaccino: i dettagli

Il vaccino Pfizer Biontech introduce nel corpo di chi lo riceve un pezzo di messaggero Rna che aiuta il sistema immunitario a produrre la proteina Spike. Nei mesi scorsi si è sentito molto parlare di questa “chiave” che è utilizzata dal virus per riprodursi e poi, nei casi gravi, per causare sintomi che necessitano di cure in ospedale. Di conseguenza il nostro corpo dopo aver “memorizzato” queste informazioni date dal messaggero Rna, se in futuro incontrerà il virus, produrrà anticorpi che faranno sì che il nemico non si riproduca e quindi non causi effetti indesiderati. Dopo la prima dose ne verrà somministrata una seconda a distanza di 21 giorni, quello che viene comunemente definito “richiamo”. Dopo una settimana dalla seconda dose il soggetto dovrebbe sviluppare l’immunità.  La sperimentazione è stata condotta su 36.000 soggetti sani, metà dei quali hanno ricevuto un’iniezione fittizia. Ne è scaturito che tra i vaccinati hanno sviluppato sintomi 8 persone su 18198 e tra i “falsi” vaccinati 162 persone su 18325 hanno avuto sintomi da Covid-19, con un’efficacia del 95% nella sperimentazione. In merito agli effetti collaterali si inseriscono dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, dolore muscolare e articolare, brividi e febbre. Solo in un numero esiguo di casi sono state segnalate reazioni allergiche gravi. In generale gli effetti indesiderati hanno riguardato solamente più di una persona su dieci.

Vaccine Day: un giorno simbolico

Erano le 7.20 quando la professoressa Maria Rosaria Capobianchi, l’infermiera Claudia Alivernini e l’operatore sociosanitario Omar Altobelli venivano vaccinati di fronte alle telecamere di gran parte delle televisioni e dei fotografi. Si è deciso di ricominciare proprio nel luogo dove tutto ebbe inizio: all’Istituto nazionale delle Malattie Infettive. Proprio qui a gennaio vennero individuati e curati i primi due casi di positività nel nostro Paese, due turisti cinesi che stavano visitando l’Italia proprio mentre a Wuhan lottava strenuamente contro il nemico invisibile. È stato un giorno più simbolico che concreto, dal momento che le dosi pervenute oggi sono solamente 9750. Tuttavia ha contribuito in modo fondamentale ad intraprendere una sensibilizzazione che dovrà protrarsi nei prossimi mesi, poiché è necessario raggiungere almeno al 70% l’immunità di gregge. Qualsiasi sia il mezzo di comunicazione deve passare un solo messaggio: vaccinarsi deve essere il dovere di tutti noi, in primo luogo per tutte le persone che non ce l’hanno fatta e il vaccino è il miglior modo per onorarle. Nel frattempo sono in via di approvazione anche il vaccino Moderna e, notizia odierna, sembra che il vaccino Astra-Zeneca, per metà italiano e per metà inglese, abbia un’efficacia del 95% e sia anch’esso sulla scia dell’approvazione. Ora la priorità risiede nel non indugiare e ridurre al massimo i giorni di attesa per l’arrivo di ulteriori dosi, perché ogni giorno perso aggrava ancor di più la situazione.  Dopo gli operatori sanitari e sociosanitari, gli ospiti e il personale delle RSA si passerà agli anziani e ai soggetti con più patologie, per seguire poi con coloro che lavorano nei servizi essenziali. L’obiettivo è vaccinare il 50% della popolazione entro l’inizio del terzo trimestre del 2021. L’Italia avrà a disposizione da qui fino al secondo trimestre del 2021 202,5 milioni di dosi e nel 2022 28,2 milioni nel primo trimestre e 20,1 milioni nel secondo trimestre. Inoltre il dato importante risale al fatto che avremo diverse forniture: nel dettaglio 40,4 milioni di dosi Astra Zeneca, 26,9 milioni Pfizer/Biontech, 50,8 milioni Johnson&Johnson, 40,4 milioni Sanofi/GSK,  30,9 milioni Curevac, 10,8 milioni Moderna.

Albert Einstein disse: “Una cosa ho imparato nella mia lunga vita: che tutta la nostra scienza, commisurata alla realtà, è primitiva e infantile, eppure è la cosa più preziosa che abbiamo.”

Descrive in modo perfetto il momento che stiamo vivendo.

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Alessandro Carancini

Sono Alessandro Carancini, ho 16 anni e mi interessa in particolare commentare il dibattito politico interno. Millennials Marche