Antonella Consoli

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Un mese fa sono partita dalla mia Basilicata passando per Salerno per prendere un treno diretto a Lucca, per raggiungere “Meritare l’Italia”, la scuola di formazione politica organizzata da Matteo Renzi, tenutasi dal 21 al 24 agosto.

Sono stati giorni intensi, di dialogo e di confronto con relatori di altissimo livello, affrontando temi di grande rilevanza; giorni in cui ho compreso che la politica se fatta con il cuore, dona emozioni. Il termine politica deriva dall’aggettivo politikòs, a sua volta derivato da polis e significa nella sua accezione più alta: ricerca al bene comune e collettivo.

Nel modulo di iscrizione alla scuola tra le domande c’era la richiesta di scegliere una parola che rappresentasse la nostra speranza per il futuro. La mia è stata “apertura”. La parola è in riferimento all’insegnamento terenziano alla base della nostra cultura occidentale: “Homo sum: humani nihil a me alienum puto.” La vera sfida del futuro è aprirci all’apertura. Perciò oggi ho aderito al progetto “Italia Viva” perché ritengo che noi giovani non dobbiamo essere il futuro inascoltato dell’umanità, ma una stagione della vita che può incidere sulle scelte della società, stimolare il cambiamento, richiamare l’attenzione sul nostro futuro.

Ho aderito perché sono Europeista, ho 19 anni, sono nata in un’età dolce quella della Pace, che l’Europa sta vivendo da settant’anni, e non c’è motivo di rimpiangere l’età precedente, segnata da povertà e guerre, da dolori quotidiani e violenze.

Nell’era dolce il medico rimpiazza il guerriero, la pietà del buon Samaritano succede alla spietatezza di Napoleone, gli antichi ideali eroici della forza hanno ceduto il passo alla cura che mira a proteggere i deboli anche se lo strepito dei violenti diffuso dai media non smetta di trovare consenso. Il filosofo francese Michelle Serres ci ricorda che il passato non era certo meglio di adesso ma è nelle nostre mani far sì che il futuro non sia peggio.

Ho aderito perché sono una femminista e credo che bisogna affrontare un gap culturale, dobbiamo comprendere che la distinzione naturale della donna non è la gestione della casa e allevare i figli ma può svolgere tutti i ruoli. Ho aderito perché sogno che un giorno nel mio Sud, il problema infrastrutturale venga risolto. Mi piace pensare che ognuno di noi è come una goccia che da sola forse non fa molto, ma tante gocce insieme scavano la roccia. La goccia, come il singolo, è una piccola grande forza: non deve essere intimorita dai laghi o dai fiumi più abbondanti.

Goccia dopo goccia si forma il mare. Così come i singoli insieme danno vita ad un’idea, ad un progetto più grande. Concludo con le parole, con cui Matteo Renzi ci ha lasciati l’ultimo giorno della scuola: “Cercare ogni giorno di fare meglio, di studiare con curiosità e di correre il rischio di riuscire”.

Auspico che il nostro Paese faccia in modo che la sua forma a stivale, sappia valorizzarsi sempre di più e dia anche a noi lo stivale, perché le scarpe nella vita ci permettono di compiere molti passi, i quali ci aiutano a superare gli ostacoli. E ora è tempo di metterci in viaggio per un’Italia Viva.