Luca Petruzzella

Luca Petruzzella

Coordinatore Millennials Puglia.

Il 28 Maggio di trentanove anni fa, alle 11 di mattina un padre di due figlie usciva di casa per andare a prendere la sua auto dal garage in Via Andrea Salaino a Milano.

Walter Tobacci con il figlio Luca (archivio Rcs)

Lì quel uomo non lo sapeva, ma c’erano sei uomini che lo aspettavano.

Pioveva.
Il suono della pioggia che cadeva sull’asfalto era come un crepitìo di martelletti dell’Olivetti.

Alle 11.15 due di quei sei uomini, estraggono la pistola, quattro i colpi di pistola esplosi.

Il padre di famiglia s’accascia per terra, è già morto al primo colpo, il killer è stato molto preciso, primo colpo: cuore.

Sulla  scena del delitto gli inquirenti troveranno la Stilografica Parker al fianco del suo corpo, caduta da una tasca del suo impermeabile.

Una stilografica con la quale quell’uomo ci lavorava e in verità anche tanto.

Perché l’uomo si chiamava Walter Tobagi.

Aveva solo 33 anni.

E lavorava negli Anni di Piombo” per il quotidiano di Via Solferino, il Corriere della Sera.

I sei uomini invece gli antagonisti della vicenda erano membri delle Brigate Rosse o meglio, nemmeno le Br li vollero con loro, la loro richiesta fu respinta e quindi crearono la Brigata XXVIII Marzo, un gruppo armato da quattro soldi che voleva ottenere un po’ di gloria con qualche gesto eclatante.

Ci riuscirono purtroppo, il gesto fu davvero eclatante.

Perché un grande Giornalista come Tobagi perse la vita?

Perché era un giornalista che dava tanto filo da torcere al movimento di estrema sinistra.

Ma purtroppo per loro, ancora più eclatante deve essere che: Tobagi vive, Tobagi oggi lo si incontra appena si entra nella sede di Via Solferino, è li che si ha il il piacere di incontrarlo ogni qual volta si varcano le porte della redazione del quotidiano di Milano.

Tobagi vive perché è a lui che è intitolata la scuola di Giornalismo a Milano.

Ma  Tobagi vive perché disse un pensiero  straordinariamente attuale soprattutto per noi giovani:

Il passato è passato, ma il presente, da cui dipende strettamente il futuro, non può essere ignorato. Quest’ignoranza rappresenta un vero pericolo.

Il  giornalista Tobagi, chissà forse ora con un sorriso amaro, starà pensando tra sé e sè che purtroppo non ha ancora avuto la possibilità di potersi contraddire.