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Un sogno di vecchia data

Dopo il crollo del blocco sovietico nel 1989 sembrava chiaro a tutti che il tempo dell’esplorazione spaziale lontano dal nostro Pianeta fosse terminato. Infatti, non solo venne meno l’importanza strategica di tali programmi, ma anche le economie dei due grandi rivali, Russia e Stati Uniti, uscirono profondamente segnate dalla corsa allo spazio. Ben presto si capì che a causa della diffusione di internet era di fondamentale importanza il controllo della trasmissione delle informazioni; questo spostò i piani della NASA verso il lancio di numerosi satelliti che oggi volteggiano sopra le nostre teste. L’altro grande obiettivo raggiunto tra la fine del secolo scorso e l’inizio di quello attuale è stato la costruzione delle Stazione Spaziale Internazionale (ISS), completata nel 2011. Compito del progetto, portato avanti dall’agenzia spaziale statunitense in collaborazione con quella europea e russa, è la realizzazione di esperimenti scientifici nello spazio.

Fonte immagine:  https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Images/2010/06/ISS2

Ma quali sono le novità?

Nel 2010 l’ex-presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato un nuovo piano strategico che ha sancito l’entrata ufficiale di investitori privati nella nuova corsa alla conquista dello spazio. Oggi i competitor privati più attivi sono Elon Musk, fondatore di Tesla e del progetto SpaceX, Jeff Bezos, proprietario di Amazon e del programma Blue Origin, e la coppia Paul Allen-Richard Branson, l’uno co-fondatore di Microsoft e l’altro proprietario del gruppo Virgin, a capo dei programmi StratoLaunch e SpaceShip. Gli obiettivi dei programmi sono differenti, ma mentre SpaceX e Blue Origin sono orientati direttamente allo sbarco sulla Luna o su Marte, StratoLaunch e SpaceShip sono stati progettati per la realizzazione di supervelivoli, capaci di volare ad elevate altitudini; questo permetterebbe il lancio in quota di navette e razzi o la nascita di voli spaziali capaci di collegare rapidamente luoghi del mondo molto distanti tra loro.

Fonte immagine:

https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2018/12/14/spaceshiptwo-volo-record-avvicina-il-turismo-spaziale_1afbd1d8-9ee4-4eaa-afca-ce54bd78ebac.html

Cosa ci attende nel futuro

La presidenza Trump ha deciso di rafforzare la sua presenza nello spazio e questo dato è stato ampiamente dimostrato dalla decisione di aumentare il budget della NASA dai 22,5 miliardi di quest’anno ai 25 del 2021. Obiettivo di questi investimenti è il proseguimento del programma Artemis, destinato a far tornare l’uomo sulla Luna nel 2024 e su Marte nel 2030. Nel futuro è in programma anche la creazione di nuove basi lunari e in orbita intorno al satellite, necessarie per facilitare l’esplorazione marziana, e la costruzione di una nuova stazione spaziale orbitante intorno alla Terra, che dovrà sostituire la ISS dopo la fine del suo ciclo operativo nella seconda metà del decennio. Il nome della nuova stazione lunare è Gateway; il lancio del primo componente è previsto per il 2022 mentre nel 2023, dopo i test necessari, potrebbe essere abitata dal primo equipaggio. Questo progetto verrà probabilmente realizzato in collaborazione con SpaceX, dove lo sviluppo di nuovi razzi riutilizzabili e, sembrerebbe, più economici sta ottenendo risultati promettenti.

Fonte immagine:

https://www.nasa.gov/sites/default/files/thumbnails/image/artemis_identity_moon_mars.jpg

Perché gli Stati Uniti guardano di nuovo allo spazio?

La sfida intrapresa dagli Stati Uniti ha raggiunto ora un’enfasi imparagonabile a quella degli anni precedenti. Il motivo che sta probabilmente alla base di questa scelta è la volontà di battere sul tempo i nuovi rivali economici (e spaziali) del Paese: Cina e India. Come ha detto il 26 marzo 2019 il vicepresidente Mike Pence, gli astronauti americani compiranno il primo allunaggio del ventunesimo secolo nei prossimi cinque anni con qualunque mezzo. Tale affermazione assume un chiaro significato se viene inserita nel quadro delle esplorazioni compiute di recente dalla Cina con la sonda Chang’e4, la prima ad essere atterrata sul lato nascosto della Luna. Obiettivo della missione è la ricerca di eventuali giacimenti di ghiaccio sotto la superficie lunare (forse per la nascita di una basa lunare cinese?). In ogni caso la sfida è ancora aperta e, benchè gli Stati Uniti appaiano in vantaggio, gli sforzi economici necessari a rimpinguare il budget della NASA non sono ancora sufficienti a sostenere i nuovi programmi spaziali anche se venisse aiutata da investitori privati. In conclusione, chi vincerà? Solo il futuro saprà rivelarcelo.

Vittorio Repetto