Millennials

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Di Francesco Starnelli

Il 4 aprile del 1968 un colpo di fucile uccideva a Memphis il reverendo Martin Luther King.

Esattamente 50 anni dopo, il suo sacrificio ha smosso le coscienze in tutto il mondo, ma sappiamo davvero tutti perché?

Egli contribuì alla fine della segregazione razziale negli USA, vinse il premio Nobel per la pace nel 1964 ed è stato il più grande leader afroamericano di sempre.

In realtà la sua biografia e la sua immensa attività politica tale da renderlo una delle più importanti figure di spicco del ‘900 non bastano per spiegare realmente chi fosse, per rendere onore alla sua persona.

Celebre è divenuto il suo discorso tenuto il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington: “I have a dream”. La speranza di vedere equiparati i diritti della popolazione di colore a quella dei bianchi si traduceva in un sogno divenuto realtà. Ancora oggi però purtroppo assistiamo alla prevaricazione dell’odio e della violenza, la teoria del “diverso” che ci spaventa e terribilmente attuale appare una delle sue massime più famose: “abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli”.

È in sua memoria che tutti noi oggi sentiamo l’impegno di portare a compimento la sua opera e realizzare finalmente quel sogno di uguaglianza.